Il Blog

I parchi intorno a noi

Villa Marignoli si trova in zona Pinciano, la city romana situata fra due (dei tre) maggiori parchi della capitale: Villa Borghese e Villa Ada.

Villa Borghese è un grande parco di circa 80 ettari, con 9 ingressi, che si distingue per le aree a verde sistemati con giardini all’italiana ed aree in stile inglese. Sede della Galleria Borghese, del Museo Nazionale Etrusco di Valle Giulia e del  Bioparco con annesso Museo di Zoologia. Al suo interno sorgono inoltre numerosi edifici di grande suggestione fra i quali l’Aranciera di Villa Borghese sede del Museo Carlo Bilotti, la Casina delle Rose, la Casa del Cinema ed il Galoppatoio.

 

 

Villa Ada, con ingresso sulla Via Salaria poco fuori le Mura Aureliane, fu villa suburbana sede del Collegio Irlandese. Nel 1904 divenne residenza dei Savoia, ospita attualmente anche la sede dell’Ambasciata e del Consolato della Repubblica Araba d’Egitto che ha recentemente aperto al pubblico una esposizione museale. In estate è meta turistica d’élite per il ricco programma di eventi musicali internazionali.

 


Come eravamo

“Mi pregio di informare la S.V. che l’On.le Giunta Comunale nella seduta del I Giugno approvava il progetto esibito per la costruzione di un villino nel Corso d’Italia…”

Il villino Marignoli nel progetto del Magni

 

Così, nel giugno del 1907, veniva comunicato al M.se Giacomo Marignoli il “nulla osta” alla realizzazione di un villino corredato di scuderie e garage in terreno di sua proprietà.

La famiglia Marignoli, originaria di Spoleto, si era costruita una solidissima posizione economica gestendo il servizio delle diligenze per Firenze, Napoli ed Ancona acquisendo alla metà dell’800 il titolo nobiliare. Per la realizzazione del villino non si accontentò dunque di un comune architetto, incaricando a redigere il progetto Giulio Magni, che alla soglia dei cinquant’anni era tornato a Roma dopo lunghi anni trascorsi all’estero, e che si configurava come una delle personalità più controcorrente dell’epoca, pioniere dello stile Liberty anche a Roma.

Giulio Magni era nato a Velletri il 1 novembre 1859, come attesta una polizza d’assicurazione conservata fra il materiale archivistico del Fondo Magni. La sua formazione artistica ed architettonica fu profondamente influenzata dal padre Basilio, noto storico dell’arte, e dalla madre Margherita nipote di Giuseppe Valadier. Un ambiente familiare estremamente ricco e sensibile, non estraneo alle problematiche che travagliavano il giovane Stato Italiano.

L’influenza familiare emerge sin dalla sua opera giovanile “Il Barocco a Roma nell’Architettura e nella scultura decorativa”  (G. Crudo e C. Editore, Torino, 1911-1913) in cui egli fornisce ai suoi colleghi un vasto repertorio di consultazione, orientando in parte le scelte stilistiche del periodo. Nel 1895, sull’onda della crisi edilizia, Magni segna una svolta importante nella sua attività professionale trasferendosi in Romania dove si inserisce nella cerchia degli architetti più attivi del decennio successivo.

Nel 1904 Magni torna a Roma, come documentato da una lettera conservata presso l’Accademia di S. Luca (alla quale era già iscritto dal 1900 come accademico corrispondente). Nel 1905 partecipa al concorso per la costruzione del Palazzo del Parlamento a Roma, ed è in questi primi anni che l’attività del Magni si carica di una particolare energia e alcune fra le sue maggiori realizzazioni sono datate fra il 1904 ed il 1915: Ministero della Marina (1911), concorso per la Galleria Nazionale di Arte Moderna a Villa Giulia (1911), case popolari a Testaccio (1903 – 1914), palazzo della Pace all’Aja, alcuni villini di notevole interesse architettonico quali Villa Marignoli (1907), il villino Almajà (1910), Villa Pacelli in Via Aurelia ed altri.

 


Offerta promozionale: Studio € 60/day!!!

Dal 7 gennaio al 28 febbraio venire a Roma è più conveniente che mai: visita la città con calma a tariffe scontatissime.

Studio (1-2 persone) a 60 euro giornaliere, Family rooms (4 persone) a 90 euro giornaliere.

Le nostre family rooms, composte da camera letto matrimoniale, divano letto per due persone, angolo cottura e bagno sono  particolarmente adatte al soggiorno settimanale di  gruppi familiari. Le cucine sono ampie, arredate e complete di stoviglie per consentire di cucinare e mangiare in appartamento.

Al secondo piano della struttura una bellissima terrazza permette di godere delle ore di sole che a Roma non mancano mai, neppure in inverno, regalando tramonti indimenticabili.

La reception dispone di due postazioni internet free.

 

Percorrendo Corso d’Italia si arriva all’ingresso principale di Villa Borghese e al Museo Borghese in meno di cinque minuti.

Scendendo verso Via Veneto si raggiungono a piedi con una passeggiata avvincente che attraversa il cuore della città piazza Barberini, la fontana di Trevi, piazza di Spagna, via Ludovisi e Villa Medici. 

Se desideri maggiori informazioni chiamaci ai numeri 06.8418009/14/15/17 oppure prenota direttamente all’indirizzo villamarignoli@libero.it


Il bambino che scriveva poesie

 

In piazza Fiume un cippo in marmo bianco, situato nel piccolo giardino a ridosso delle Mura Aureliane, raffigura un giovinetto togato che regge un rotolo nella mano sinistra. Si tratta del monumento funerario di Quinto Sulpicio Massimo, un poeta bambino morto a soli undici anni per il troppo studio e l’eccessivo amore per le arti (le Muse) dopo aver preso parte, con altri cinquantadue poeti, alla terza edizione del Certamen capitolino, nel 94 d.C. suscitando meraviglia ed ammirazione nei giudici e nei suoi padroni, che ne disposero per testamento la liberazione. Il suo poema è riportato in greco ai lati della statua. La parte inferiore è invece interamente riservata alla dedica in latino e greco voluta dai suoi infelicissimi genitori Quinto Euganeo e Licinia Ianuaria.

Per quasi due secoli, dal 94 al 276 d.C., la statua rimase bene in vista sul luogo della sepoltura. Ma di fronte alla minaccia incombente dei barbari l’imperatore Aureliano fece costruire in fretta le mura non esitando ad occultare il sepolcro, che fu inglobato dentro ad una delle due torri della Porta Salaria. Il monumento tornò alla luce solo nel 1871 quando venne demolita Porta Salaria per l’ampliamento della sede viaria. Il monumento originale è esposto al  Museo Montemartini di Via Ostiense, mentre su Piazza Fiume trova collocazione una copia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Salaria