Come eravamo

“Mi pregio di informare la S.V. che l’On.le Giunta Comunale nella seduta del I Giugno approvava il progetto esibito per la costruzione di un villino nel Corso d’Italia…”

Il villino Marignoli nel progetto del Magni

 

Così, nel giugno del 1907, veniva comunicato al M.se Giacomo Marignoli il “nulla osta” alla realizzazione di un villino corredato di scuderie e garage in terreno di sua proprietà.

La famiglia Marignoli, originaria di Spoleto, si era costruita una solidissima posizione economica gestendo il servizio delle diligenze per Firenze, Napoli ed Ancona acquisendo alla metà dell’800 il titolo nobiliare. Per la realizzazione del villino non si accontentò dunque di un comune architetto, incaricando a redigere il progetto Giulio Magni, che alla soglia dei cinquant’anni era tornato a Roma dopo lunghi anni trascorsi all’estero, e che si configurava come una delle personalità più controcorrente dell’epoca, pioniere dello stile Liberty anche a Roma.

Giulio Magni era nato a Velletri il 1 novembre 1859, come attesta una polizza d’assicurazione conservata fra il materiale archivistico del Fondo Magni. La sua formazione artistica ed architettonica fu profondamente influenzata dal padre Basilio, noto storico dell’arte, e dalla madre Margherita nipote di Giuseppe Valadier. Un ambiente familiare estremamente ricco e sensibile, non estraneo alle problematiche che travagliavano il giovane Stato Italiano.

L’influenza familiare emerge sin dalla sua opera giovanile “Il Barocco a Roma nell’Architettura e nella scultura decorativa”  (G. Crudo e C. Editore, Torino, 1911-1913) in cui egli fornisce ai suoi colleghi un vasto repertorio di consultazione, orientando in parte le scelte stilistiche del periodo. Nel 1895, sull’onda della crisi edilizia, Magni segna una svolta importante nella sua attività professionale trasferendosi in Romania dove si inserisce nella cerchia degli architetti più attivi del decennio successivo.

Nel 1904 Magni torna a Roma, come documentato da una lettera conservata presso l’Accademia di S. Luca (alla quale era già iscritto dal 1900 come accademico corrispondente). Nel 1905 partecipa al concorso per la costruzione del Palazzo del Parlamento a Roma, ed è in questi primi anni che l’attività del Magni si carica di una particolare energia e alcune fra le sue maggiori realizzazioni sono datate fra il 1904 ed il 1915: Ministero della Marina (1911), concorso per la Galleria Nazionale di Arte Moderna a Villa Giulia (1911), case popolari a Testaccio (1903 – 1914), palazzo della Pace all’Aja, alcuni villini di notevole interesse architettonico quali Villa Marignoli (1907), il villino Almajà (1910), Villa Pacelli in Via Aurelia ed altri.